New York: dopo le proteste 100 arresti

26 settembre 2011

Almeno un centinaio di persone sono state arrestate dalla polizia a New York a seguito delle proteste contro le politiche che hanno portato alla crisi attuale.
Le forze dell'ordine hanno rafforzato la loro presenza a Wall Street dopo l'inizio delle proteste, il 17 settembre, adesso si parla di almeno 100 arresti.

Domenica mattina il mercato azionario era circondato dalle recinzioni della polizia.

Secondo un'agenzia di stampa "Il dipartimento della pubblica sicurezza nella Grande Mela ha aumentato la violenza contro i manifestanti l'ottavo giorno di mobilitazione".

In un comunicato pubblicato online dal gruppo "Occupare Wall Street"

[ https://occupywallst.org/ ] si apprende che hanno "ricevuto segnalazioni di circa 85 arrestati, ma l'Associazione Nazionale degli Avvocati ci indica che il numero effettivo di persone in custodia delle autorità è di un centinaio".

"In questo momento nostri militanti discutono in Liberty Square (uno dei posti occupati dai manifestanti) su come rispondere a queste misure di repressione della polizia senza precedenti. Hanno messo una divisa per ogni due manifestanti ".
Secondo il gruppo, la polizia non ha usato gas per respingere le proteste, bensì solo l'uso della forza mediante l'uso di barricate, reti speciali, manganelli e pistole stordenti usate ripetutamente contro i manifestanti.
Questo gruppo, anche se mediaticamente viene indicato come gli "indignados" newyorchesi è comunque nato con parle d'ordine differenti rispetto ai temi più comuni degli "indignados" spagnoli; da subito ha fatto riferimento più volte al capitalismo come responsabile principale della crisi economica oltre ad aver portato avanti una campagna contro la recente esceuzione di Troy Davis, condannato alla pena di morte nonostante da più parti erano emersi molti dubbi sulla sua colpevolezza.

Troy Davis Troy Davis

Davis è stato condannato per l'uccisione di un ufficiale di polizia bianco nel 1989 e la sua difesa avevano esaurito tutte le possibilità legali in quello stato per denunciare le scarse prove della sua colpevolezza.
"Io non sono responsabile per l'omicidio di Mark Mac Phail. Non  avevo con me un'arma. Io sono innocente " sono state le ultime parole di Davis sabato, prima di essere ucciso.