(i padroni sapevano)
16 marzo 2011
la lucida incoscienza del capitale...
dal blog: http://www.operaicontro.it
I reattori sono ancora caldi ma è già il momento delle recriminazioni. Nel dicembre 2008 un funzionario dell'agenzia internazionale atomica disse ai giapponesi che le norme di sicurezza delle sue
centrali erano superate e che un violento sisma avrebbe posto "problemi seri" agli impianti.
Un altro cable americano rivelato da Wikileaks cita la preoccupazione e i dubbi di un esperto: le procedure per proteggere le centrali dai terremoti - diceva - sono state aggiornate solo tre
volte negli ultimi 35 anni.
Già nel luglio 2007 un sisma di magnitudo 6,8 danneggiò l'impianto di
Kashiwazaki-Karuwa, il più grande del mondo con i suoi sette reattori: il primo giorno la Tepco minimizzò i danni per poi ammettere 24 ore dopo che i progettisti non avevano preso in
considerazione l'eventualità di un terremoto così devastante.
La gestione della crisi, secondo quanto risulta dai dispacci diplomatici statunitensi diffusi da WikiLeaks e letti da El Pais, suscitò la forte irritazione del governo di Tokyo, e l'allora
premier Shinzo Abe criticò il fatto che i rapporti fossero arrivati tardi: "Le centrali nucleari non possono funzionare senza la fiducia dei cittadini, e la rapidità e la trasparenza
dell'informazione sono necessarie per ottenere tale
fiducia".
D'altra parte, scrive oggi dal Telegraph citando altri calbles di Wikileaks, le autorità giapponese si opposero con successo, nel 2009, alla sentenza emessa da una corte per chiudere una
centrale, perchè ritenuta insicura in caso di sisma.
"L'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industriale ritiene che il reattore sia sicuro e che tutti i test di sicurezza siano stati condotti in modo appropriato", riferirono i
diplomatici Usa.









