In memoria di un grande Combattente

7 dicembre 2011

 

IN MEMORIA DI MOHAMMAD MUZAFAR ALI', DETTO SHER KHAN

 

"Le classi degli oppressori hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari, durante la loro vita, con incessanti persecuzioni; la loro dottrina è sempre stata accolta col più selvaggio furore, coll'odio più accanito e colle più impudenti campagne di menzogne e di diffamazioni. Dopo morti, si cerca di trasformarli in icone inoffensive, di canonizzarli, per così dire, di cingere di una certa aureola di gloria il loro nome, a 'consolazione' e a mistificazione delle classi oppresse, mentre si svuota del contenuto la loro dottrina rivoluzionaria, se ne smussa la punta, la si avvilisce".

 

                                                                  Lenin, "Stato e rivoluzione"


 

Una vita vera quella di Sher Khan. Emigrato dal Pakistan, girò tutto il mondo come marinaio sulle petroliere, prima di arrivare in Italia a metà degli anni '80. Quì divenne uno dei più accaniti lottatori per i diritti degli immigrati, tutti, senza nessuna distinzione di nazionalità, razza, etnia o religione, unendo tale battaglia a quella degli sfruttati italiani. Il suo carisma, il suo coraggio, la sua generosità e la sua umanità lo portarono sempre in prima fila, in ogni manifestazione, scontro, occupazione. E per questo fu ribattezzato per l'appunto Sher Khan, "tigre", che nella sua cultura è un onore riservato solo a chi possiede tali qualità. Il sistema e le sue istituzioni, non riuscendo a comprarlo o "normalizzarlo", magari con qualche fasulla carica in comune, lo braccarono con accuse infamanti, denuncie, carcere e cie, minandogli la salute. E forse ora gli dedicheranno qualche encomio di facciata.

Ma chi era dalla sua stessa parte della barricata lo omaggerà in altro modo, a lui più congeniale e gradito, prima o poi.

Fieri di averti conoscito, Sher Khan!!

Fieri della tua vita, tutta!!

Il tuo esempio ci guiderà, nella lotta e nella vittoria!!

 

ONORE A TE, SHER KHAN, CUOR DI LEONE!!

Roma. Il 9 dicembre si terrà, come anche lo scorso anno, il presidio in memoria di Mohammad Muzaffar Alì, ricordato da molti come Sher Khan, militante della comunità pakistana. Assiduamente presente in tutte le battaglie per migliorare le pessime condizioni degli immigrati in Italia si è battuto per dare una voce a tutti gli sfruttati da questo sistema socio-economico, cui unico interesse è il profitto. Sher Khan è morto ufficilmente di freddo nella notte del 9 dicembre 2009 all'età di 55 anni. Il suo fisico era però già debilitato per colpa di intervallati periodi di degenza in diversi ospedali romani a causa di problemi di cuore e soprattutto a causa dell'internazione coatta e assolutamente illegale nel CIE di Ponte Galeria. Di questo personaggio così scomodo per le istituzioni italiane, che infatti ne avevano tentato il rimpatrio nei giorni precedenti alla sua morte, non cancelliamo il ricordo e invitiamo tutti e tutte al presidio in piazza Vittorio il 9 dicembre dalle ore 18 alle ore 20.