Fratelli di classe (a 35 m di altezza)
A Brescia la lotta è ad oltranza: per il 5° giorno consecutivo un gruppo di operai immigrati continua a rimanere arrampicato su una gru a 35 m di altezza.
Li vorrebbero sempre chini e zitti, se lavorano e non si lamentano poi va bene per tutti. Ma questa volta come sta accadendo sempre più spesso , gli operai immigrati non ci stanno a recitare il ruolo di fantasmi.
Chiedono il risarcimento dei soldi che hanno sborsato per la sanatoria (tassa voluta da Maroni) che non gli verranno più restituiti dopo che la richiesta gli è stata negata . Una beffa dopo
l'altra.
Chiedono il permesso di soggiorno per tutta la comunità di immigrati che da anni vive e lavora, pagando tasse e contributi, a Brescia.
Il Comune di centrodestra ha ben pensato prima di distruggere con le ruspe il presidio di protesta davanti all'ufficio immigrazione, poi quando un corteo ha cercato di raggiungere il gruppo di
operai che nel frattempo erano saliti su una gru per protesta, di far intervenire la polizia con cariche e l'arresto di un manifestante.
La lotta continua a Brescia. Alla faccia di politicanti, razzisti, preti e della loro società civile.
pubblichiamo una lettera di un lettore del blog 'Operai Contro' (http://www.operaicontro.it/) che mostra meglio diversi aspetti di quest'episodio di lotta di classe.
Caro Operai Contro,
ti scrivo per unirmi a quelle lettere che ti arrivano, per urlare anch'io fuori la Cisl dalle fabbriche e dai cantieri .
Renato Zaltieri segretario provinciale della Cisl di Brescia un servo del padrone!
Si è presentato sotto la gru sulla quale stanno protestando da giorni un gruppo di immigrati, intimando loro di mettere fine alla protesta e scendere dalla gru. Ecco una delle sue frasi: "Gettate
la spugna e scendete subito, lasciate lavorare gli operai della metropolitana" . Da buon servo del padrone il funzionario della Cisl, vuole la resa incondizionata degli immigrati in lotta, perciò
chiede loro di "gettare la spugna".
Ma non sono dei pugili suonati a cui si chiede di "gettare la spugna" . Sono operai immigrati senza lavoro e senza permesso di soggiorno. Sono in lotta contro le leggi che li discriminano in
quanto operai immigrati e li catalogano come "stranieri".
Nella crisi con l'abbondare della forza lavoro inattiva, essere disoccupati per lo più "stranieri" , per Maroni andrebbero subito espulsi.
Zaltieri cerca di mettere gli operai immigrati in lotta, contro gli operai del sottostante cantiere della metropolitana, che non possono lavorare per la lotta in corso. Ma il sindacalista venduto
della Cisl ha fatto male i suoi calcoli.
Ai "gruisti" lassù a 35 metri arriva tanta solidarietà, e tra i sostenitori che da sotto non li lasciano mai, ci sono proprio gli operai del cantiere della metropolitana,
immigrati e non. Sostengono questa lotta anche se rischiano la cassa integrazione finché dura la protesta. Questo è il clima che trova chi porta loro solidarietà .
Il vecchio quanto meschino tentativo di mettere operai contro operai, che sta tentando Renato Zaltieri non riuscirà .
Con questa protesta gli operai immigrati, cercano di vincere una battaglia. Ma non chiedono una soluzione solo per loro, cosa che magari avrebbero già ottenuto, bensì chiedono la sanatoria
per la comunità di immigrati, bloccandone l'espulsione dall'Italia. Un esempio di solidarietà e di lotta, che è un insegnamento per tutti gli operai.
Hanno già passato 4 notti e 5 giorni all'addiaccio sulla gru a 35 metri d'altezza dal suolo, sotto un acqua incessante, vento, freddo. Non hanno finora accettato, proposte di soluzioni
indefinite, si andrà avanti ad oltranza spiegano dall'alto della gru, vogliamo parlare solo con il ministro Maroni .
Il freddo li sta stringendo per la quinta notte consecutiva.
Saluti da Ghedi (BS)
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