Ahora Si
18 maggio 2011
Da questo martedì migliaia di persone si sono riversate nel centro di Madrid per continuare le manifestazioni iniziate da domenica.
La protesta si è estesa ad altre città spagnole, circa 40, da Barcellona a Siviglia, Burgos, Segovia, A Coruña, Bilbao, Toledo e Cáceres. Da domenica, il movimento dei cittadini '"Democracia Real
Ya" ["Democrazia Vera Adesso"] è riuscito a rendere sempre più importante la propria presenza e ogni giorno sempre più persone si uniscono al movimento.
I concentramenti sono avvenuti in maniera spontanea dopo che la polizia aveva sgomberato, durante le prime ore del mattino di martedì, le persone che si erano accampate nella Plaza Puerta del Sol
di Madrid.
L'invito alla mobilitazione ha viaggiato veloce sui social network, in particolare attraverso Twitter.
Una bandiera dell'Egitto sventola al centro di Plaza del Sol. "Nessuno ci rappresenta!" è uno degli slogan più comuni dei manifestanti che ancora una volta, portano cartelli contro la precarietà del lavoro, la legge elettorale, il bipartitismo, la corruzione e i profitti delle banche. "Botín [il presidente del Banco Santander, ndr], cornuto, lavora come un operaio!" è un altro slogan.
Madrid, Plaza Puerta del Sol
Dai megafoni si esprime l'esigenza di un cambiamento del sistema, in un atmosfera comunque tranquilla.
Molti dei manifestanti sono venuti con l'intenzione di accamparsi portando con loro dei sacchi a pelo. La polizia tuttavia ha avvertito che non tollererà un nuovo campo.
"Non è possibile che lo spazio pubblico che appartiene a tutti i cittadini, sia occupato dalle forze di sicurezza" ha detto Jon Aguirre, portavoce di "Democracia Real Ya". Gli accampamenti in
altre città, come Barcellona e Valencia, per adesso non sono stati sgomberati.
I media internazionali come Le Monde, la CNN e il Washington Post fanno da eco a quello che alcuni stanno già chiamando la "rivoluzione spagnola". "Abbiamo acceso la miccia, ma il movimento è
spontaneo, la gente ha reagito", ha detto Antonio Lopez, membro della "Democracia Real Ya".
Lopez ha chiaro che la società spagnola aveva la necessità di scendere in piazza per protestare: "UGT e CCOO [i sindacati spagnoli, ndr] ci hanno venduto, adesso è il turno della gente"
Che sia l'inizio di un'ondata di mobilitazione che porti a rivendicazioni più radicali rispetto a quelle che per ora chiedono, nella maggiorparte dei casi, un adeguamento alle regole della
società magari sottoforma di una generica apoliticità (alla "Grillo" o alla "Popolo Viola)?
Per adesso nel Paese europeo con il tasso di disoccupazione giovanile più alto finalmente qualcosa ha iniziato a muoversi.









